L'amore che non è

Data di pubblicazione: mercoledì, 30 novembre 2022

Autore: Segreteria

Argomenti
Annotazione 2022-12-03 180244.jpg

In occasione del 25 novembre, data in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sollecita tutti gli Stati a organizzare attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema della violenza contro le donne, la Scuola Secondaria di primo grado ha organizzato un momento di incontro e di riflessione con un dialogo-spettacolo che ha coinvolto studenti e docenti.

Mercoledì 30 novembre, presso l’Auditorium della Scuola Secondaria di I grado, gli alunni delle classi terze accompagnati dai docenti hanno potuto incontrare il dott. Gianpaolo Trevisi, direttore della scuola di Polizia di Stato di Peschiera, autore del libro “L’amore che non è”.

 

Gianpaolo Trevisi affronta nel suo testo la tematica della violenza di genere, narrando esperienze tragiche e a volte fatali, e lo ha fatto con la voce e gli occhi delle donne. L’autore stesso così si esprime: “Ho chiesto in prestito quanto più possibile alla mia fantasia per, poi, mischiarla alla realtà di queste storie di donne, alcune delle quali sentite direttamente dietro la scrivania del mio ufficio della Questura. Non bisogna mai smettere, a riguardo, di parlare, gridare, ascoltare e, perché no, scrivere e leggere". 

In questa occasione preziosa i ragazzi hanno avuto modo di vedere, ascoltare, dialogare e riflettere su un tema di grande attualità da sempre trattato dalla nostra scuola: la violenza contro le donne.

 

Gli alunni hanno partecipato attivamente all'evento con una coreografia, con la preparazione della scenografia e con l'allestimento a tema dell'atrio della Scuola.

   

Successivamente all'incontro il dott. Gianpaolo Trevisi ci ha fatto pervenire un messaggio di ringraziamento che condividiamo con voi:

"Quando mi è arrivato l’invito della professoressa Elena Filippi, sapevo fosse nella “bassa” Veronese, ma se qualcuno mi avesse chiesto di preciso dove si trovasse Casaleone, non sarei stato in grado di rispondere. 

Sono, comunque, arrivato nella piccola e colorata Scuola Secondaria di 1^ Grado e, appena entrato, sono stato colpito da sorrisi, caffè e pasticcini e, subito dopo, sono stato spinto dal colore rosso; qualche minuto dopo, in aula magna, sono stato graffiato da un meraviglioso balletto, e dalla musica di un violino e, a seguire, pugni di letture e domande e schiaffi di sguardi attenti, occhi quasi lucidi e cuori in ascolto.

Questa, soprattutto quando a commetterla sono le ragazze e i ragazzi che, a causa della loro età, si pensa siano solo capaci di lamentarsi, è l’unica violenza che mi piace. 

Questa è la “Meglio Italia”, quella che parte dalla scuola e dai suoi insegnanti e sbaglia chi, come me, alle volte, non pensa che le piccole rivoluzioni, quelle che colorano il futuro, possano partire da un piccolo paese trovato grazie a google maps…"

Per apprfoondire vi lasciamo alla lettura dell'articolo pubblicato su "L'Arena" il 14 dicembre.